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Racconti
Il Concorso Letterario
Un racconto di Castelli Enrico
Ultimo aggiornamento: dom 9 novembre 2008

Prologo

L’idea era assolutamente folgorante, vincente!  E l’Autore si mise subito al lavoro per realizzarla.   Fino ad allora aveva perso tanto tempo con partecipazioni a concorsi di poesia che gli avevano fruttato ben poche ed effimere soddisfazioni,  ma ora era nella narrativa che aveva finalmente scovato l’estro, quel lampo che ti fa sentire pienamente certo della riuscita, del successo!    L’ispirazione era balenata al nostro Autore nel cuore di una penosissima notte in cui proprio non riusciva a prendere sonno, e così si era precipitato giù dal letto per stendere subito la bozza della sua prima opera di narrativa, quell’opera che gli avrebbe consentito di dare a questa edizione del concorso la sua impronta inconfondibile.   Sarebbe stata per anni ricordata come la “sua” edizione.
La trovata era molto semplice, quasi banale, ma nello stesso tempo la percepiva estremamente innovativa,  pressoché rivoluzionaria!    Un racconto con un che di autobiografico ma anche un tantino fantasy, e proprio sul tema dei premi letterari per solleticare l’interesse degli addetti ai lavori...   Però doveva anche essere brillante, scritto in uno stile appropriato ed avvincente come egli sapeva bene di essere in grado di esprimere.   E poi breve, brevissimo  (magari il nostro Autore sentiva, anche inconsapevolmente, di non saper reggere fino in fondo l’impianto di un’opera di vasto respiro...).
Ecco qua la pensata:  un raccontino costituito soltanto da un prologo ed un epilogo, senza quell’inutile corpo centrale che non avrebbe interessato nessuno ma anzi avrebbe rischiato di annoiare quei quattro sapientoni della giuria.   Se li immaginava già questi dotti personaggi che all’unisono, estraendo il suo elaborato da quel guazzabuglio di cartelle affidate loro, esclamavano:    “Ma non c’è dubbio, in questo racconto c’è proprio l’impronta di uno  scrittore di classe!”
Così l’Autore nei giorni successivi trascorse molto tempo a perfezionare sul PC la bozza partorita in quella fatidica notte creativa, e con un ulteriore lampo di genio decise di apporvi il sottotitolo “Opera Prima”  - come lo svolazzo di una firma -  che costituisse la perenne impronta, il suggello del suo felice esordio nella narrativa.    Poi stampò le copie prescritte, confezionò diligentemente il plico come richiesto dal bando del concorso e,  dopo averlo recapitato personalmente alla sede del Comitato organizzatore,  si dispose tranquillamente ad attendere il responso della giuria.


Epilogo

Il responso della giuria non poteva che ufficializzare quanto il nostro Autore aveva ben chiaro dentro di sè,  e quel pomeriggio di un sabato primaverile egli giunse nella sala della premiazione con largo anticipo, per prendere posto in una delle prime file assieme ai suoi famigliari,  allineati e impettiti  nonché molto compresi nella parte dei congiunti del festeggiato.   Lui stringeva in mano quella lettera del Comitato, che però sembrava aver voluto stranamente sottacere e differire il momento del trionfo ineluttabile:   “Egregio Autore, abbiamo il piacere di comunicarLe   .......   la Sua opera è stata inserita tra le finaliste  .....  meritevoli di premio   ......    La invitiamo alla proclamazione il giorno  .....”.
“Che sistema bislacco!  Ma perché non hanno pubblicato subito la graduatoria?  Beh, sarà per creare quel po’ di suspence in più anche nel pubblico della premiazione, così saranno tutti attentissimi  quando verrò chiamato... “  
Il nostro Autore si sorbì, paziente e fiducioso, tutti i discorsi di circostanza, i saluti alle autorità,  i ringraziamenti a destra ed a sinistra, ed anche quegli interminabili intermezzi musicali che agli organizzatori sembra  obbligatorio infilare in tutte le premiazioni.   Ne approfittò per scrutare con sufficienza il popolo di spettatori che affollava la sala:  gente che fremeva in attesa di conoscere i risultati, ma anche ospiti annoiati, alcuni curiosi poco interessati che sembravano piovuti lì per caso, e tanti a tenere ben d’occhio il tavolo già imbandito per l’inevitabile rinfresco finale.
Gli capitò anche di incrociare lo sguardo dei giurati mentre prendevano posto nella fila riservata davanti alla sua, e colse in quegli occhi un lampo di rassicurante complicità, come se lo conoscessero da sempre e volessero confermargli che era proprio lui l’Autore vincente!
Finalmente il momento della sezione Narrativa:  tutti gli autori finalisti venivano chiamati a ricevere il premio, a partire dal basso.  Il nostro Autore osservò con commiserazione la sfilata degli individui meritevoli soltanto di una segnalazione:  un gregge in fila indiana che sale sul palco, accompagnato da uno striminzito e frettoloso applauso che “il tuo non è ancora cominciato che già tocca ad un altro...“   e il tutto per ricevere una stretta di mano ed un segnalibro con il logo del Comitato!
Ma ecco i premi principali!   Nonostante ogni nome chiamato risuonasse come una conferma per il nostro Autore di essere posizionato almeno su un gradino più in alto,  tuttavia un briciolo di ansia e di emozione saliva impercettibilmente nel suo animo  ed il suo cuore si faceva sentire un tantino più forte...     
Al terzo posto un polpettone mieloso con ricordi di infanzia nella casa di campagna dei nonni.    “Che banalità!”      Il battito si accentuava, ma non bisognava farci troppo caso...   “Tra poco mi chiamano, e devo mostrarmi sereno e sicuro di me!”  
Al secondo posto un truculento  “noir”  con tanto sangue, morti ammazzati ed un finale non proprio comprensibile.    “Ma che importa...  ecco!  ecco!  Tra i premiati manco solo più io!  Ci siamo!”
“E ora il vincitore del primo premio, un testo che lascerà la sua impronta nell’albo d’oro del nostro concorso:  un delicato intreccio sentimentale alla corte della principessa  Sissi!”
“Ma...  ma...  ma...  come è possibile?  E io?”
   La fronte era sudata, le fauci rinsecchite, pulsavano le tempie e la vista si appannò.  Il nostro Autore di colpo vide solo più uno spazio vuoto e nero.  Nel turbine dei pensieri riecheggiò unicamente la voce melliflua di uno degli organizzatori che gorgogliando gli spiegava:   “Forse è stato un errore della segreteria, deve essere stata spedita una lettera in più...”

 

Trillò insistente un campanello e l’Autore si svegliò di soprassalto, con la fronte sudata e le fauci rinsecchite.    “E’ stato solo un incubo!”    In un misto di sollievo e presentimento si trascinò faticosamente dal letto alla porta:  il postino gli consegnava una busta bianca recante l’inconfondibile logo del Premio Letterario.
“Egregio Autore...   purtroppo  la Sua opera non è entrata nella rosa dei vincitori....    ma La invitiamo ugualmente...  per ritirare un artistico segnalibro come ricordo del nostro Comitato...”


La recensione del Salice
Racconto menzione speciale per l'originalità al 3° Concorso Letterario Nazionale indetto dal Salice Narrante.

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