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La Libreria dell'Alchimista

La Collina dei Conigli
di Richard Adams

    <<[...] Verso sera, tornò a trovare l'uccello. Era sempre là, nella conca. Appariva indebolito e meno all'erta. Lanciò tuttavia una beccata all'indirizzo di Moscardo.
    “Ancora qua?” disse questi. “Combattuto coi falchi?”
    “No combatte” rispose l'uccello. “No combatte, solo garda, sempre garda. No bene.”
    “Fame?”
L'uccello non rispose.
    “Ascolta” disse Moscardo. “Conigli non mangia uccelli. Coniglia mangia erba. Noi aiuta te.”
    “Perché aiuta me?”
    “Non importa. Noi mette te al sicuro. Grande buco. Porta mangeria.”
    “L'uccellò rifletté. “Zampe bene. Ala no bene. Brutto.”
   
    “Sei in collera, El-ahrairà?” gli chiese Frits.
    “No, mio Signore. Non sono arrabbiato. Ma ho appreso che non sono i patimenti l'unica cosa per cui s'hanno a compatire coloro che si amano. [...]” >>

R.ADAMS, La collina dei conigli, BUR, Milano, 1977, traduzione di Pier Francesco Pasolini


 

      “Perché non L'Idiota?”
Prima di andare avanti, voglio specificare che la domanda non ha niente a che vedere con il possibile appellativo da attribuire a qualcuno (e noto ultimamente un proliferare di esseri umani ai quali lo attribuirei, per l'appunto, con sommo piacere) ed è inerente, invece, a ciò del quale questo pezzo tratta: un libro. Dunque:
    “Perché non L'Idiota?” Buona domanda. Perché non L'Idiota?
    E non solo L'Idiota. Perché non Guerra e Pace? La Divina Commedia? L'Orlando Furioso, La Noia, Il Piacere, Il Profumo, L'Arte della Guerra, Il Ritratto di Dorian Gray, Il Nome della Rosa, I Promessi Sposi o, buon ultimo, l'Eneide?
    Per quanto io possa trovare divertente mettere il muso e rispondere seccamente “perché no”, la domanda merita una miglior spiegazione. E così torniamo all'inizio:
    “Perché non L'Idiota?”
    Perché ho sempre pensato che far leggere I Promessi Sposi tre volte nell'arco della sua carriera culturale ad un qualunque studente di scuola pubblica italiana, medie, biennio del liceo, triennio del liceo, fosse il miglior sistema per spronarlo a maledire Manzoni e i suoi discendenti sino alla tredicesima generazione.
    Perché ho sempre pensato che impiegare tre anni del suddetto studente nella lettura lenta, prolungata, agonizzante e superficiale della Divina Commedia o, peggio ancora, di brani di essa selezionati e scelti da qualche arguto sezionatore anatomico non è semplicemente una sciocchezza: è una crudeltà.
    Perché ci hanno detto e ripetuto che c'è la Letteratura e la letteratura, e che leggere la seconda non è leggere.
    Perché mi sono francamente e brutalmente stancata di chi pensa di dirmi cosa  devo, per l'appunto, leggere. E, soprattutto, sono stanca di chi me lo dice, o prova a dirmelo, dal suo alto ruolo di lettore selettivo: che è, io credo, un delicato eufemismo per definire il lettore scarso, rado, lento e chiuso, ancora impegnato, dopo duemila e quattrocento anni, a discutere con Aristotele sul valore delle auctoritas. Ho sempre pensato, io, che leggere fosse il dono di chi sfoglia Il Visconte Dimezzato e le ultime pagine degli annunci economici e trova, dentro entrambi, qualcosa di interessante.
    Perché sono stanca di trovar scritto paraletteratura, sulle antologie italiane (e solo italiane) di letteratura contemporanea, alla voce “fantascienza”.
    Perché il termine paraletteratura nasce proprio con la fantascienza: fantascienza che produce capolavori come Neanche gli Dei, Universo, Fahrenheit 451. Vorrei conoscere le ragioni che spingono qualcuno a pensare che Universo sia paraletteratura. Le parole hanno un peso: parole come questa, poi, sono come macigni.
    Come in una ricetta, prendete quel che resta delle fiabe. Unitelo ad un pizzico di follia originale, ad uno stile discorsivo, piacevole e leggero, ad un'idea sorprendente che pare straniare il lettore, estraendolo da un mondo nel quale tutto è misura d'uomo e portandolo altrove: nulla a che vedere con la drammatica pazzia visionaria de La fattoria degli animali, e più simile a ciò che facevano Esopo, in un certo senso, e La Fontaine.
    Se si riesce a superare il trauma delle prime dieci pagine, nelle quali viene da domandarsi che accidenti si stia mai leggendo, il romanzo merita. Appassionante, coinvolgente, adatto per tutte le età. Decisamente consigliato.

 




Questi sono i due immancabili link di riferimento su Wikipedia: decisamente accurato il secondo, sconsiglio invece il primo a chi non volesse avere alcun tipo di idea (o spoiler) sul romanzo.

http://it.wikipedia.org/wiki/La_collina_dei_conigli
http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Adams


Sfortunatamente questo sito è in inglese; ma, per poterlo tradurre e comprendere, è sufficiente anche solo una conoscenza base dell'inglese (il mio, tra parentesi, è pessimo: so come si chiede se la mela è sul tavolo, ma non ho mai trovato nessuno a cui rivolgere questa profonda ed utilissima domanda).




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La libreria dell'alchimista? Devi proseguire sempre dritto per questa strada... quella porta là in fondo, quella piccola e scura... la vedi? Quella è la libreria. Se il proprietario ti troverà simpatico, forse ti regalerà una storia... Di Raven

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